Il Mosaicista di Boggio Silvano: allevamento canarini di colore

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Sito aggiornato il 13 mag 2017

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Igiene per i canarini

L'allevamento > Ambiente

E poi l’igiene, fattore importantissimo da non trascurare mai. Il detto: “è meglio prevenire che combattere” deve essere il credo per ogni allevatore. Ognuno ha provato quanto sia facile passare da una situazione di normale conduzione ad una di emergenza. La gestione in questi casi diventa difficile, a volte non si riesce più a controllarla, quindi mai abbassare la guardia pensando che se ora va bene andrà avanti così.
Se si riesce a prevenire e ad evitare le malattie si guadagna sotto tutti gli aspetti, si evitano tanti decessi, gli indebolimenti da stress, le sterilità incomprensibili e tanti altri fattori che incidono sul buon andamento e sull’economia di un allevamento. Inoltre si evitano gli stress per gli allevatori stessi, che in presenza di malattie devono affrontare situazioni difficilmente controllabili di patologie alquanto difficili da diagnosticare, con cure dall’esito particolarmente incerto, ed apprensioni del tipo: “e adesso nel prossimo giro di covate si ripeterà ancora o è tutto risolto?”. Dubbi che lasciano poca gioia nel proseguo dell’allevamento.
Per prevenire le malattie è indispensabile praticare una pulizia accurata, cioè adottare tutte quelle comuni norme profilattiche necessarie ad evitare l’entrata in allevamento dei germi patogeni. Ognuno di noi deve tentare di mettersi nei panni dei germi che vogliono entrare in un allevamento.
Le vie di accesso sono molte: lo stesso allevatore, i visitatori, i nuovi acquisti, le zanzare, ecc. e soprattutto gli insetti, acari in testa. Basta pensare che il ciclo riproduttivo dell’acaro è molto rapido. A 18-20C. una femmina di acaro rosso in due mesi può avere da 1600 a 2600 discendenti. Dopo 24-36 ore da un buon pasto la femmina depone un notevole numero di piccole uova che 36 ore più tardi schiudono. A 35-40 ore di età gli insetti sono adulti e dopo un abbondante pasto a loro volta sono in grado di riprodursi.
Un acaro adulto può sopravvivere 5-6 mesi senza cibo e nelle condizioni ambientali più avverse. Da queste informazioni emerge che la pericolosità di questo parassita che oltre a succhiare il sangue e quindi ad indebolire i canarini, trasmette attraverso il morso malattie da soggetto a soggetto. Le zanzare poi oltre a pungere i canarini, soprattutto attorno al becco, agli occhi e sulle zampe con la creazione di pustole e croste, prima di succhiare il sangue iniettano nel canarino una sostanza anticoagulante proprio per poter succhiare. E’ con questa operazione che possono introdurre nel sangue dei germi presi da altri animali magari ammalati e trasmetterli al canarino.
I volatili sono spesso soggetti a stress determinati da molte cause come spaventi, ambiente inadatto, concorrenza tra volatili dove il prepotente tiene in continua soggezione e ansia il soggetto più debole, scarsità di mangiatoie e di beverini per cui lotte continue creano stati ansiosi generali e quindi possibili malattie.
Si sono riscontrati casi di decessi solo perché i soggetti si sono presi in mano. Anche un eccesso di luce improvvisa può provocare svenimenti o crisi epilettiche per i soggetti più deboli e delicati. Altro fattore di rischio è la quantità di germi presenti in un ambiente. Se i germi sono pochi, il danno è lieve; se sono molti il danno si fa grave.
L’organismo del volatile, se costretto in un locale dove è elevata la carica batterica, è in continua lotta con i germi, a lungo andare l’organismo si indebolisce e i germi hanno il sopravvento. Ciò accade perché l’organismo si è stressato nella lunga lotta con i germi. Da qui sorge l’impellente necessità da parte dell’allevatore di rompere l’anello deleterio provocato dall’alta carica batterica arieggiando i locali, installando ozonizzatori, deumidificatori, spruzzando nell’aria soluzioni germicide fino a ridurre il numero di volatili presenti nel locale. A tutto ciò si sommano accurate pulizie e disinfestazioni dei muri, del pavimento, zanzariere alle finestre, e lavaggi accurati di portapastoncini, beverini, nidi, cassetti con griglie antisporco, in modo da ridurre la sporcizia e la polvere che specialmente durante il periodo produttivo è sempre abbondante.


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