Il Mosaicista di Boggio Silvano: allevamento canarini di colore

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Sito aggiornato il 13 mag 2017

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Preparazione per le mostre

L'allevamento

A muta ultimata inizia il periodo di selezione dei soggetti migliori da destinare alle manifestazioni espositive. E’ il periodo più gratificante perché consente di estrarre dalla voliere il meglio della produzione, verificarne la provenienza di accoppiamento, capire se l’indirizzo selettivo scelto ha dato i frutti attesi, e poi iniziare la preparazione vera e propria.
Accurato controllo del mantello per vedere che non ci siano penne rotte, malformate, ancora mancanti, sbuffi ai fianchi e soprattutto macchie melaniche che possono essere evidenti nelle ali o nella coda, o nascoste nel piumino soprattutto vicino alle cosce.
Anche tracce melaniche possono essere presenti nel becco o nelle zampe. E’ da considerare che una piuma persa o tolta per ricrescere ha i suoi tempi che vanno dalle due-tre settimane per le secondarie, alle quattro settimane per le remiganti e alle sei per le timoniere. Finita l’ispezione generale si passa ad abituare il soggetto alla gabbia singola simile il più possibile a quella da esposizione. Un accorgimento per dare al soggetto una posizione più slanciata sul posatoio è quella di mascherare la parte anteriore della gabbia in modo da lasciare scoperta solo la parte superiore.
Con questo accorgimento si costringerà il soggetto ad alzarsi sul posatoio per poter vedere fuori dalla gabbia, facendogli così prendere l’abitudine ad una posizione eretta a tutto suo vantaggio in un confronto in sede di giudizio. E’ poi buona norma abituare i soggetti maneggiando la gabbia, spostandola, mettendola in terra come normalmente avviene durante il giudizio; a volte lasciando le gabbie ammucchiate in terra per qualche tempo, trasportandole al loro posto senza eccessiva cautela, in modo da ricreare le condizioni del giorno della mostra.
Tutto questo può avvenire anche in occasione della visita in allevamento di amici, che con l’occasione di far vedere i soggetti si abituano gli stessi a diventare più mansueti ed a familiarizzare con l’uomo.
E poi bisogna presentarli puliti questi benedetti canarini. Quindi è necessario lavarli.
Poca attrezzatura e un po’ di abitudine a maneggiarli ed è fatta. L’attrezzatura può essere una gabbia infermeria che si può benissimo costruire in poco tempo. Una cassetta aperta solo sul davanti dove si applica un frontalino per l’accesso. Due ante di plastica scorrevoli su guide ricavate sul legno del frontale provvedono a chiudere la cassetta anche sul davanti. Due posatoi e un doppiofondo che alloggerà due lampade normali da 75 watt cadauna.
La dimensione della cassetta ovviamente sarà in relazione al frontalino utilizzato.
Le due lampade collegate in parallelo saranno comandate da un interruttore messo sul filo che poi a mezzo spina si collegherà alla rete elettrica. Meglio se si vuole utilizzare un interruttore parzializzatore che consente di alzare o abbassare il volume luminoso potendo così regolare la temperatura interna alla gabbia. Un valore di 25-30°C. è sufficiente per asciugare il canarino in 15-20 minuti. E’ ovvio che anche la temperatura del locale debba essere di almeno 18-20°C. per non creare sbalzi di temperatura deleteri.
Il lavaggio è forse la parte più delicata. A seconda di come si presenta il soggetto si deciderà se intervenire solo nei punti sporchi, oppure si dovrà lavarlo completamente. Nel primo caso basterà acqua tiepido-calda con dentro uno shampoo magari delicato per i bambini.
Con uno spazzolino per denti a setola morbida si laveranno le parti sporche facendo attenzione di non andare mai contropelo, risciacquando poi sempre con acqua tiepida magari con dentro un po’ di aceto bianco che dà lucentezza al piumaggio, o altri preparati che ogni ditta del settore offre tra i suoi prodotti.
Una prima asciugatura con carta da cucina e poi in gabbia riscaldata fino ad asciugatura avvenuta.
Nel secondo caso, ovvero lavaggio totale, il soggetto sarà in un primo momento lavato totalmente sempre utilizzando gli ingredienti visti prima. Cioè si dovrà immergere totalmente il canarino nell’acqua saponata lavandolo con lo spazzolino mai contropiuma, successivamente immergerlo totalmente nell’acqua di risciacquo in modo di avere un lavaggio totale, indi avvolgerlo in un foglio di carta da cucina in modo da avere una prima asciugatura grossolana, magari aiutandoci con un phon per capelli, e quindi metterlo nella gabbia infermiera per la definitiva asciugatura.
Questo secondo metodo è consigliabile utilizzarlo una sola volta in quanto è poi facile che il piumaggio si scomponga specie sulle guance o nel codione rendendo il soggetto impresentabile ad esposizioni successive. Per prendere un po’ di abitudine è meglio provare prima su un soggetto macchiato o non bello, così un po’ di esperienza aiuterà le operazioni sui soggetti destinati alle mostre.
Ricordo di aver preparato per un amico uno stamm di femmine avorio rosa mosaico. Bene dopo il lavaggio quell’amico non le riconosceva più tanto erano cambiate.
Ma attenzione nel maneggiare i soggetti, a non strappare piume già mutate e quindi colorate perché saranno rimesse sì, ma brinate perdendo così in intensità di colore.
Tenere presente che una leggera spruzzata di acqua obbliga il canarino a ripassarsi il piumaggio, a spalmare di grasso le piume rendendo così il mantello più lucente ed attillato.
Invece per tenere la coda più unita e chiusa si può legarla utilizzando una sottile striscia di carta gommata. E’ ovvio che la coda deve essere totalmente mutata; comunque tenere sotto controllo ed intervenire in caso di ricrescite ritardatarie.
Gli anellini di alluminio sporcano la zampa e anche le piume della coscia, cosa intollerabile per un canarino mosaico da esposizione. Naturalmente si possono lavare facendoli bollire in acqua e bicarbonato per alcuni minuti, ottenendo una pulizia apprezzabile.


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