Il Mosaicista di Boggio Silvano: allevamento canarini di colore

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Schemi di indirizzo selettivo

L'allevamento > Creazione di un ceppo

Tabella di Felch da Alcedo Novembre 2002

Uno degli schemi che si possono seguire partendo con una coppia di soggetti è la tabella di FELCH allegata, che consente di giungere fino alla quinta generazione prima di dover immettere sangue nuovo. Dopo si può far ricorso ad un soggetto di un altro ceppo, ma adatto come caratteristiche somatiche. Questo tipo di accoppiamento dà origine a due linee dominanti consanguinee, quella del maschio e della femmina. Da maschio 1 per femmina 2 scelti come capostipiti della progenie consanguinea, si otterranno soggetti detti "mezzo sangue" (i numeri di frazione contenuti entro i cerchi stanno ad indicare il rapporto di parentela con i genitori) in quanto avranno ereditato metà del patrimonio genetico del padre e metà quello della madre. Si sceglieranno il miglior M. e la miglior F. da unire ai propri genitori. Ne derivano due distinti gruppi 4 e 5 collaterali dove la prole avrà prevalenza sangue materno (il 4) e sangue paterno (il 5). Per procedere correttamente sarà sempre necessario produrre "mezzo sangue" in quanto saranno quei soggetti che consentono di contenere in termini ancora accettabili la prevalenza di una delle due linee ascendenti (cioè dei genitori).

Il fatto di procedere negli accoppiamenti successivi è sempre legato allo stato di salute dei soggetti. La generazione successiva si otterrà unendo il miglior M. del gruppo 4 con la nonna (il 2 capostipite), e la miglior femmina del gruppo 5 con il nonno (l'1 il capostipite), ottenendo soggetti con 7/8 di sangue del capostipite.
Dopo aver ricavato altri "mezzo sangue" dall'unione di 4 con 5, si potranno accoppiare 6 con 3 e 7 con 3 ottenendo rispettivamente 8 e 9, mentre unendo 6 con 4 e 7 con 5 si avranno 10 e 11 con le proporzioni di sangue illustrate nella tabella di FELCH menzionata.
Si è così giunti alla quarta generazione. A questo punto conviene troncare l'accoppiamento consanguineo, però avremo ottenuto l'obiettivo di avere soggetti che possono sicuramente trasmettere quelle caratteristiche che abbiamo coltivato.
Vediamo ora quale sistema si può seguire per calcolare il grado di consanguineità della prole rispetto ai propri ascendenti (genitori, nonni, bisnonni, etc.). Si sa che il bagaglio genetico di un canarino è formato per metà dal padre e per metà dalla madre. Se per esempio, voglio conoscere in che rapporto di consanguineità rispetto al capostipite, si troverà la prole ottenuta dall’unione dei due soggetti che hanno rispettivamente 7/8-1/8 e ¾ - ¼ di consanguineità sempre rispetto al capostipite basta eseguire la somma tra le due percentuali dividendo per due.

Esempio:
7/8 – 1/8 ¾ - ¼
7/8 + ¾ diviso due è uguale al 3/8 diviso due che fa 13/16
1/8 + ¼ diviso due è uguale a 3/8 diviso due che fa 3/16
Quindi la prole avrà 13/16 e 3/16 di sangue dei due capostipiti.

Se contemporaneamente questo tipo di accoppiamento è stato fatto anche su altre coppie non imparentate tra di loro, si sarà giunti ad avere diversi soggetti puri per le loro caratteristiche del fenotipo, cioè omozigoti. A questo punto unendo i soggetti delle diverse linee scegliendo quelli che hanno caratteristiche complementari, non si mancherà di ottenere soggetti di elevate caratteristiche espositive.
Solo per dare un esempio significativo, si racconta che un allevatore olandese ha accoppiato per vent'anni dei canarini rossi senza avere tare degenerative e di indebolimento del ceppo.
Un secondo sistema che si può seguire è quello dell'accoppiamento consanguineo parziale. Si sceglie un maschio con caratteristiche razziali ed espositive le più perfette possibili e lo si accoppia in una stessa stagione a più femmine (le migliori a disposizione).
Fra la prole così ottenuta si scelgono quei soggetti che manifestano più marcate le caratteristiche paterne e si accoppiano tra di loro. Tutti questi soggetti hanno in comune solo il padre, le madri sono diverse. Si accoppieranno solo i fratellastri , non i fratelli.
Con questo metodo nel giro di 3-4 stagioni si potrà contare su un ceppo di soggetti in cui sono ben diffuse le caratteristiche di pregio del maschio di partenza.
Un ultimo sistema che si può seguire è quello di disporre di un sufficiente numero di coppie e cercare di fissare in ognuna una determinata caratteristica, per esempio piumaggio serico e attillato, proporzioni e forma da manuale, tipicità di disegno, categoria ottimale, ecc. Di queste unioni si conserva solo la prole che ha più spiccate le caratteristiche coltivate.
Per una o due generazioni si pensa solo ad accoppiare preoccupandosi di fissare bene una o due caratteristiche per soggetto, caratteristiche che poi si vorranno incastrare in un unico soggetto. Infatti per procedere si sceglieranno i soggetti con le caratteristiche migliori, unendoli tra di loro con l'intendimento di trasferire per gradi nella figliolanza le migliori qualità delle diverse linee selettive.
Il tempo che serve per portare a termine un lavoro del genere dipende dal materiale di partenza, dall'esperienza dell'allevatore (ci sono caratteristiche che si manifestano antagoniste, o non si trasferiscono con facilità, o si sposano meglio tra due soggetti rispetto ad altri) e da un po' di fortuna e perseveranza. Raggiunto questo risultato il problema diventa quello di mantenerlo, di conservarlo nella prole successiva in quanto bisogna ricordarsi che la qualità tende sempre a degenerare, a peggiorare, a regredire.


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