Il Mosaicista di Boggio Silvano: allevamento canarini di colore

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Tecnica degli accoppiamenti

Articoli per riviste > Alcedo edizioni 2003

La creazione di un ceppo

NOZIONI GENERALI
Gli obiettivi che un sistema razionale di accoppiamenti si propone di conseguire sono essenzialmente due:
-ottenere soggetti con caratteristiche espositive e fisiche (salute, integrità fisica fertilità, predisposizione alle cove all'allevamento ecc.) ottimali.
-ottenere un ceppo di soggetti con caratteristiche omozigoti , cioè sicuramente trasmissibile alla prole.
Solo così si è certi quali caratteristiche si otterranno nei novelli, riducendo al minimo la possibilità di trasmettere difetti.
La via più breve e sicura per conseguire questi risultati è quella di procedere con accoppiamenti consanguinei partendo da uno o da entrambi i soggetti con ottime caratteristiche. L'accoppiamento tra consanguinei ha permesso in ornitologia di perfezionare e fissare le caratteristiche interessate con maggiore garanzie in fatto di trasmissione dei pregi alla prole.
L’accoppiamento in consanguineità ha come obiettivo quello di portare in modo visibile sia i pregi che i difetti del patrimonio ereditario. E’ bene osservare quali sono le caratteristiche trasmesse dai vari soggetti utilizzati in quanto manifestandosi dominanti si potranno trasmettere in una percentuale elevata. Ogni sforzo dell’allevatore va finalizzato ad ottenere la “dominanza” delle migliori caratteristiche per mascherare gli inevitabili difetti.
Per contro però esistono delle controindicazioni nel seguire in modo indiscriminato questo tipo di accoppiamento in quanto i riproduttori con una comune dotazione genetica (proprio perché consanguinei) possono facilmente generare prole malata.
Infatti viene aumentata la possibilità che entrambi i genitori siano portatori di tare ereditarie latenti, cioè tare a carattere recessivo che se si incontrano in entrambi i genitori si manifestano nella prole. Insistere negli accoppiamenti consanguinei si porta lo stock verso un indebolimento psicofisico generale, con soggetti dalla ridotta fertilità e che si ammalano più facilmente. E' per questo che bisogna praticarlo a ragion veduta, con schemi preordinati che consentano a priori di sapere quali risultati si otterranno, come grado di parentela e di consanguineità e quindi evitare di spingersi oltre un ragionevole limite di sicurezza e di rischio.
Negli accoppiamenti fra parenti stretti è necessario utilizzare soggetti in perfette condizioni fisiche. E' poi consigliato unire genitori e figli o nonni e nipoti e mai fratello e sorella in quanto la consanguineità tra fratelli è più spinta che tra genitori e figli.

CONSIDERAZIONI SULLA CONSANGUINEITA’
L’obiettivo è quello di creare uno stock di soggetti sani, fertili, uniformi, e aderenti allo standard di eccellenza . E’ necessario seguire alcune regole di base.
selezione rigorosa, quasi spietata. Scegliere solo i soggetti che si avvicinano di più allo standard ideale.
Eliminare rigorosamente i soggetti difettosi anche se con lievi imperfezioni.
Bilanciare gli accoppiamenti, mai accoppiare soggetti che presentano lo stesso difetto.
Accoppiare soggetti migliore per migliore è la regola più indicata da seguire.
Iniziare sempre con soggetti ottimi e provenienti da ceppo stabile selezionato in consanguineità.
Avere locali idonei e non affollati.
Avere “ben chiaro” il modello standard da conseguire.
Ogni coppia dovrebbe essere valutata attraverso il “progeny test”, ovvero la qualità della figliolanza.
Giudiziosa selezione scartando i soggetti con difetti per i maschi tipo forma, posizione sul posatoio, scarsa fertilità, soggetti paurosi e/o aggressivi , piumaggio difettoso; per la femmina deposizione scarsa, uova piccole, cattive imbeccatici, non calme sul nido, spiumano i piccoli.
Scegliere i soggetti nati in aprile-maggio come futuri riproduttori in quanto hanno ricevuto una alimentazione più abbondante, e l’alimentazione ricevuta nel primo mese di vita condiziona in modo positivo lo sviluppo e quindi le caratteristiche/capacità da adulto.
Osservare lo sviluppo dei giovani nel nido e contrassegnare quelli più grossi e a sviluppo più rapido, sono da preferire.
Nell’accoppiamento preferire la femmina con taglia più piccola del maschio. Mediamente è più adatta alla costruzione del nido, alla cova, all’allevamento.
Preferire i soggetti che sono più adatti a sopportare lo stress e le condizioni meno favorevoli in allevamento. Alcuni caratteri sono ereditari per cui la selezione in tal senso consente un accumulo di geni resistenti e favorisce la robustezza.
Le stesse predisposizioni alla deposizione precoce ed abbondante, alla cova e all’allevamento sono caratteristiche che vanno selezionate alla pari di quelle contemplate nello standard espositivo.
Tutti i soggetti che patiscono l’umidità e soffiano vanno scartati.
Da scartare pure i soggetti che tardano a deporre, depongono in modo saltuario, depongono poche uova, non sono calmi sul nido, sporcano il nido, non allevano con la dovuta solerzia, spiumano i piccoli.
I riproduttori vanno selezionati secondo una serie di parametri:
1. morfologico, per caratteri esteriori.
2. funzionale, attitudine a cova, allevamento, riproduzione, istinto materno.
3. sanitario, esenti da malattie, resistenti allo stress e alla umidità.
4. genetico, se i caratteri migliori che si intendono ottenere vengono regolarmente trasmessi alla figliolanza.

TIPI DI ACCOPPIAMENTI
I più conosciuti sono:
ESOINCROCIO (out-breeding) senza consanguineità.
LINE-BREEDING, con consanguineità media.
IN-BREEDING, con consanguineità stretta.
RINSANGUAMENTO, con soggetto estraneo al proprio patrimonio genetico.

Esoincrocio è l’accoppiamento di soggetti con patrimonio genetico diverso. E’ consigliabile utilizzare soggetti con patrimonio stabilizzato, derivante cioè da ceppi ottenuti con line-breeding.
Line-breeding è un accoppiamento consanguineo parziale che consente di fissare rapidamente su di un ceppo le caratteristiche di un maschio/femmina di pregio.
Per
In-breeding si intende consanguineità stretta ottenuta accoppiando fratello e sorella, madre e figlio, padre e figlia. Nel primo caso (fratello e sorella) il coefficiente di parentela è molto pericoloso in quanto del 100%, quindi non consigliabile. Negli altri due casi è solo del 50%. Per usare questo tipo di accoppiamento bisogna essere ben certi delle qualità razziali e sanitarie dei soggetti. Usato con particolare attenzione può essere utile per fissare rapidamente caratteristiche ottimali possedute dai genitori.
Quindi la consanguineità è il filtro del patrimonio ereditario in quanto facilita la comparsa di tare ereditarie consentendo di scartare, anno dopo anno, i soggetti malati e/o scadenti . Applicato per più anni consente una crescente purificazione del patrimonio ereditario consentendo di selezionare solo soggetti sani ed aderenti allo standard espositivo.
Per
Rinsanguamento si intende l’introduzione di un soggetto di altro allevamento; in questo caso sarebbe bene scegliere un allevatore che pratica la consanguineità e quindi dispone di un ceppo il più stabilizzato possibile.

SCHEMI DI INDIRIZZO SELETTIVO

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Uno degli schemi che si possono seguire partendo con una coppia di soggetti è la tabella di FELCH allegata, che consente di giungere fino alla quinta generazione prima di dover immettere sangue nuovo. Dopo si può far ricorso ad un soggetto di un altro ceppo, ma adatto come caratteristiche somatiche. Questo tipo di accoppiamento dà origine a due linee dominanti consanguinee, quella del maschio e della femmina. Da maschio 1 per femmina 2 scelti come capostipiti della progenie consanguinea, si otterranno soggetti detti "mezzo sangue" (i numeri di frazione contenuti entro i cerchi stanno ad indicare il rapporto di parentela con i genitori) in quanto avranno ereditato metà del patrimonio genetico del padre e metà quello della madre. Si sceglieranno il miglior M. e la miglior F. da unire ai propri genitori. Ne derivano due distinti gruppi 4 e 5 collaterali dove la prole avrà prevalenza sangue materno (il 4) e sangue paterno (il 5). Per procedere correttamente sarà sempre necessario produrre "mezzo sangue" in quanto saranno quei soggetti che consentono di contenere in termini ancora accettabili la prevalenza di una delle due linee ascendenti (cioè dei genitori).

Il fatto di procedere negli accoppiamenti successivi è sempre legato allo stato di salute dei soggetti. La generazione successiva si otterrà unendo il miglior M. del gruppo 4 con la nonna (il 2 capostipite), e la miglior femmina del gruppo 5 con il nonno (l'1 il capostipite), ottenendo soggetti con 7/8 di sangue del capostipite. Dopo aver ricavato altri "mezzo sangue" dall'unione di 4 con 5, si potranno accoppiare 6 con 3 e 7 con 3 ottenendo rispettivamente 8 e 9, mentre unendo 6 con 4 e 7 con 5 si avranno 10 e 11 con le proporzioni di sangue illustrate nella tabella di FELCH menzionata. Si è così giunti alla quarta generazione.
A questo punto conviene troncare l'accoppiamento consanguineo, però avremo ottenuto l'obiettivo di avere soggetti che possono sicuramente trasmettere quelle caratteristiche che abbiamo coltivato.
Se contemporaneamente questo tipo di accoppiamento è stato fatto anche su altre coppie non imparentate tra di loro, si sarà giunti ad avere diversi soggetti puri per le loro caratteristiche del fenotipo, cioè omozigoti.
A questo punto unendo i soggetti delle diverse linee scegliendo quelli che hanno caratteristiche complementari, non si mancherà di ottenere soggetti di elevate caratteristiche espositive.
Solo per dare un esempio significativo, si racconta che un allevatore olandese ha accoppiato per vent'anni dei canarini rossi senza avere tare degenerative e di indebolimento del ceppo.
Un secondo sistema che si può seguire è quello dell'accoppiamento consanguineo parziale. Si sceglie un maschio con caratteristiche razziali ed espositive le più perfette possibili e lo si accoppia in una stessa stagione a più femmine (le migliori a disposizione). Fra la prole così ottenuta si scelgono quei soggetti che manifestano più marcate le caratteristiche paterne e si accoppiano tra di loro. Tutti questi soggetti hanno in comune solo il padre, le madri sono diverse. Si accoppieranno solo i fratellastri , non i fratelli. Con questo metodo nel giro di 3-4 stagioni si potrà contare su un ceppo di soggetti in cui sono ben diffuse le caratteristiche di pregio del maschio di partenza.
Un ultimo sistema che si può seguire è quello di disporre di un sufficiente numero di coppie e cercare di fissare in ognuna una determinata caratteristica, per esempio piumaggio serico e attillato, proporzioni e forma da manuale, tipicità di disegno, categoria ottimale, ecc. Di queste unioni si conserva solo la prole che ha più spiccate le caratteristiche coltivate. Per una o due generazioni si pensa solo ad accoppiare preoccupandosi di fissare bene una o due caratteristiche per soggetto, caratteristiche che poi si vorranno incastrare in un unico soggetto. Infatti per procedere si sceglieranno i soggetti con le caratteristiche migliori, unendoli tra di loro con l'intendimento di trasferire per gradi nella figliolanza le migliori qualità delle diverse linee selettive.
Il tempo che serve per portare a termine un lavoro del genere dipende dal materiale di partenza, dall'esperienza dell'allevatore (ci sono caratteristiche che si manifestano antagoniste, o non si trasferiscono con facilità, o si sposano meglio tra due soggetti rispetto ad altri) e da un po' di fortuna e perseveranza. Raggiunto questo risultato il problema diventa quello di mantenerlo, di conservarlo nella prole successiva in quanto bisogna ricordarsi che la qualità tende sempre a degenerare, a peggiorare.


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